20 Ottobre 2026 | Tecnopolo di Reggio Emilia
Al Tecnopolo di Reggio Emilia si è svolto l’evento finale di BIO R&R – Bioconversione di imballaggi, residui e rifiuti di filiere alimentari.
Ricerca e imprese si sono confrontate sui risultati, e ora il progetto si racconta nel suo video ufficiale.
Martedì 20 ottobre il Tecnopolo di Reggio Emilia ha ospitato l’evento conclusivo del progetto BIO R&R, “Dalla ricerca all’industria: da residuo a risorsa, nuove traiettorie per la bioeconomia circolare”. Ricercatori, istituzioni e imprese hanno discusso una domanda concreta: come trasformare residui agroalimentari e imballaggi a fine vita in nuovi materiali e composti ad alto valore aggiunto?
Capofila del progetto: Fabio Licciardello, BIOGEST-SITEIA
In 90″ mostriamo il cuore del progetto: residui, sottoprodotti e imballaggi che oggi sono un costo da smaltire possono diventare la base di nuovi processi e prodotti.
Dalla ricerca all’industria
Hanno aperto i lavori i saluti istituzionali di Fausto Mazzali, Presidente di Fondazione REI. Sono seguiti due interventi:
- Lorenzo Di Benedetto (ART-ER) ha presentato il quadro dei finanziamenti per la ricerca industriale.
- Patrizia Fava, Direttrice di BIOGEST-SITEIA (Università di Modena e Reggio Emilia), ha descritto il percorso che porta dalla ricerca alla valorizzazione dei residui. Ha anche moderato l’incontro.
Fabio Licciardello, professore di BIOGEST-SITEIA e capofila del progetto, ha presentato BIO R&R e introdotto i risultati scientifici e tecnologici.
Ricerca e imprese a confronto
Durante la Tavola Rotonda ricerca e imprese hanno discusso le prospettive di sviluppo e le possibili applicazioni industriali delle soluzioni sperimentate.
Ha chiuso i lavori Elisabetta Maini, Responsabile dell’Area Ricerca, Innovazione e Reti Europee della Regione Emilia-Romagna.
Ha parlato del valore della collaborazione tra ricerca e sistema produttivo, dell’impatto sul territorio e delle prospettive future.
Guarda il racconto completo
I risultati di BIO R&R sono a disposizione delle imprese che vogliono trasformare i propri scarti in valore e rendere i propri modelli produttivi più circolari.


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